MARCO LUCHETTA

(22 dicembre 1952 – 28 gennaio 1994)
Marco Luchetta

Marco Luchetta trascorse l’infanzia a La Spezia e a Mestre, ma all’inizio degli anni settanta, con la famiglia tornò a Trieste, dove concluse gli studi al liceo classico. Successivamente si iscrisse alla facoltà di Giurisprudenza dell’ateneo triestino.

Fin da ragazzo coltivò l’interesse per la politica, ma anche per lo sport. Nel giornalismo cominciò dall’emittente radiofonica locale Radio Sound, nel biennio ‘76/’77, occupandosi di sport in maniera comica, per poi passare a parlare allo stesso modo e dello stesso tema, all’emittente televisiva triestina Telequattro. La sua comicità prendeva di mira il mondo dello sport, soprattutto il calcio. Era particolarmente amato dal pubblico triestino: passava da candid camera a imitazioni attraverso le sue doti comiche e interpretative.

Negli anni ’80 si ritagliò un ruolo per la conduzione del telegiornale, sempre per Telequattro.

Nel 1989 diventò giornalista professionista.

Passò alla Rai, sede del Friuli Venezia Giulia, dove non solo si occupò di cronaca, sport, e di piccoli fatti locali, ma anche di notiziari e interviste di rilievo.

Man mano, con l’idea forte nella sua testa di voler fare ‘’vero giornalismo’’, diventò inviato di guerra. Nel 1991 iniziò a documentare la guerra nei Balcani.

 

DARIO D’ANGELO

(06 luglio 1947 – 28 gennaio 1994)
Dario D'Angelo

Dario D’angelo, terminata la scuola dell’obbligo, partì per il servizio militare. Subito dopo si diplomò come perito in telecomunicazioni, ma prima di diventare giornalista, lavorò anche alla Ferriera di Servola.

Venne assunto alla Rai di Trieste nel 1980 come assistente di ripresa televisiva. Dal 1990 anche lui intraprese diversi viaggi in Jugoslavia per documentare lo sgretolamento dello Stato di Tito, e che portò alle violente guerre balcaniche dell’inizio degli anni novanta: seguì la guerra d’indipendenza slovena, la caduta del comunismo in Albania, la guerra di indipendenza croata, ed infine, la guerra in Bosnia ed Erzegovina.

 

ALESSANDRO SAŠA OTA

(14 luglio 1957 – 28 gennaio 1994)
Alessandro Sasa Ota

Alessandro Saša Ota era triestino di minoranza slovena. Appassionato di fotografia fin da piccolo, a soli 16 anni si avvicinò a questo mondo: diventò a quell’età assistente di un fotografo per il quale imparò anche ad usare la macchina da presa. Dopo il servizio militare, iniziò ad intraprendere rapporti con i giornali: collaborò con Gospodarstvo, giornale sloveno. Al contempo, lavorò per una società specializzata nell’esportazione di macchinari per la lavorazione del legno, viaggiando spesso in Jugoslavia.

Nel 1979 venne assunto alla Rai del Friuli Venezia Giulia, per cui iniziò a seguire, grazie alla sua conoscenza dello sloveno e del serbo-croato, le elezioni in Bosnia ed Erzegovina nel 1990, le proteste contro Milošević a Belgrado del 1992, il rifiuto del piano di pace Vance-Owen da parte dell’Assemblea nazionale della Repubblica Serba di Bosnia ed Erzegovina a Pale (Sarajevo), che sfociò nelle guerre jugoslave.

 

28 gennaio 1994

Marco Lucchetta, Dario D’Angelo e Alessandro Saša Ota persero la vita assieme, mentre stavano svolgendo un servizio per la Rai nella Mostar assediata dalle forze serbe e croate e duramente colpita dai bombardamenti. Il servizio per il Tg1 per il quale stavano lavorando, era dedicato ai ‘’bambini senza nome’’, nati dagli stupri etnici o figli di genitori dispersi.

Mentre si trovavano nel quartiere musulmano della parte est della città, in strada, una granata arrivò dalla parte ovest (croata), e uccise sul colpo l’intera troupe. A pochi passi da loro si trovava un bambino, Zlatko: i corpi dei tre inviati fecero da scudo all’esplosione, e il bambino si salvò.

Si svolse anche un’inchiesta, per chiarire se la morte della troupe fosse semplicemente un caso o un attentato alla libertà di stampa e di espressione. Le indagini sono ormai archiviate.

 

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