
In memoria di Camillo Luigi Berneri
(Lodi, 20 maggio 1897 – Barcellona, 5 maggio 1937)
Filosofo, pubblicista e militante anarchico, Camillo Luigi Berneri fu una delle figure più lucide dell’antifascismo italiano tra le due guerre. Dopo una prima adesione giovanile al socialismo, si avvicinò all’anarchismo, distinguendosi per l’intensa attività teorica e giornalistica.
Con l’avvento del fascismo fu costretto all’esilio. Visse tra Francia, Belgio e altri paesi europei, subendo arresti ed espulsioni, fino a essere definito “il sovversivo più espulso d’Europa”.
Nel 1936 raggiunse la Spagna, partecipando alla guerra civile e alla rivoluzione sociale. Combattente e poi attivo a Barcellona come giornalista e organizzatore politico, collaborò al giornale Guerra di Classe e mantenne una posizione critica verso ogni forma di autoritarismo, denunciando la repressione delle correnti rivoluzionarie.
Durante le giornate di maggio del 1937, segnate da scontri interni al fronte antifascista tra anarchici, comunisti, governo autonomo catalano e altre forze, fu arrestato nella sua abitazione insieme all’anarchico Francesco Barbieri. Venne ucciso poche ore dopo: il suo corpo fu ritrovato crivellato di colpi.
Il suo assassinio si colloca nel clima di repressione politica che colpì anarchici e oppositori dello stalinismo nella Barcellona del 1937, segnando tragicamente la fine di una delle voci più indipendenti della rivoluzione spagnola.