Mercoledì 21 ottobre, alle 18.30 nell'auditorium comunale di Ronchi dei Legionari, la presentazione del libro di Mattia Ferraresi, in dialogo con Tommaso Piffer
Dentro la testa di Trump. Storia delle idee che non sa di avere

Dentro la testa di Trump. Storia delle idee che non sa di avere (Mondadori) è il libro del giornalista Mattia Ferraresi che sarà presentato mercoledì 21 ottobre, alle 18.30, nell’auditorium Casa della cultura di Ronchi dei Legionari, in dialogo con il professor Tommaso Piffer. L’incontro è promosso dal Circolo della Storia in collaborazione con l’associazione culturale Leali delle Notizie.
Con rigore giornalistico e ampio sguardo filosofico, Ferraresi ricostruisce il fermento culturale che precede e sopravvive a Trump, mostrando come la battaglia per la ‘grandezza’ dell’America riguardi innanzitutto il senso stesso della democrazia liberale in questa fase storica. Dalla profezia di Aleksandr Solženicyn sull’Occidente totalitario pronunciata a Harvard nel 1978 alla crisi degli oppioidi, dalla lotta di Seattle contro la globalizzazione al discorso di Vladimir Putin a Monaco nel 2007: i segnali di una trasformazione profonda erano già tutti lì.
Trump ha ricostruito a propria immagine il Partito Repubblicano lanciando un movimento popolare eterogeneo con il cappellino rosso MAGA in testa, grazie alle sue doti carismatiche e sfruttando risentimenti e complotti. La razionalità del discorso politico non gli appartiene, anzi, ha fatto dell’anti-intellettualismo una bandiera. Dietro l’apparente caos del Trump-pensiero, però, si è aggregato un movimento molto più strutturato di quanto si creda: una galassia di intellettuali, attivisti e politici che ha elaborato una critica radicale alla democrazia liberale americana. Questa galassia si divide in tre aree: post-liberali, illiberali e iper-liberali. I primi includono accademici come Patrick Deneen e Adrian Vermeule, che vedono nella democrazia liberale un sistema logorato dalle proprie contraddizioni. Gli illiberali comprendono i nazional-conservatori, l’hub della destra globale installato in Ungheria sotto il patrocinio di Viktor Orbán e i neoreazionari guidati idealmente da Curtis Yarvin, sotto le insegne dell’illuminismo oscuro. Infine, gli iper-liberali: libertari convinti del valore del sistema liberale ma favorevoli a una sua trasformazione radicale, tra cui l’investitore Peter Thiel, seguito da Elon Musk e da una pattuglia di visionari, transumanisti e colonizzatori dell’altrove.
Ferraresi, oggi giornalista al Quotidiano Nazionale, per dieci anni è stato corrispondente dagli Stati Uniti per Il Foglio e ha collaborato con testate internazionali come New York Times, Wall Street Journal, Boston Globe, Foreign Policy e Washington Post. Tra il 2018 e il 2019 è stato fellow alla Nieman Foundation for Journalism dell’Università di Harvard.

