Incontro dedicato alle scuole secondarie, ma aperto anche al pubblico
Disturbi alimentari e social media con Sara Verrecchia, formatrice e consulente per la Diversity, Equity & Inclusion.
Inaugurazione della mostra Human Distance di Paolo Tanze (visitabile fino al 31 agosto)
Nato a Ivrea nel 1972, Tanze cresce e si forma a Trieste, dove sviluppa anche la sua passione amatoriale per il reportage fotografico di strada. In seguito, per ragioni professionali, si trasferisce prima in Svizzera e poi in Slovenia, dove vive tuttora con la famiglia. Nei frequenti viaggi di lavoro nell’Europa centrale e orientale, ha raccolto immagini scattate in situazioni casuali e molto diverse tra loro, che vedono come filo conduttore l’inserimento della figura umana nel contesto.
Sex and the Climate, conferenza-spettacolo con Stefano Caserini (climatologo, fondatore del blog www.climalteranti.it) e il compositore e pianista jazz Erminio Cella.
Una performance che mette in connessione le conseguenze del cambiamento climatico con le relazioni umane e i sentimenti.
In collaborazione con il Festival dell’Acqua di Staranzano
Presentazione del libro I pionieri di Sergio Tavcar (Bottega Errante Edizioni); dialoga con l’autore Giuseppe Pisano (giornalista).
1971: nasce una televisione di confine che, da lì in avanti, farà la storia del giornalismo. Siamo a Capodistria, a pochi chilometri da Trieste, ma dentro la Federazione jugoslava. Sono gli anni di Tito e della cortina di ferro. Telecapodistria inizia a trasmettere con mezzi di fortuna i più grandi eventi sportivi a livello mondiale. Lo fa in lingua italiana e il segnale raggiunge tutto il Nord Italia e gran parte delle regioni adriatiche: l’Italia scopre Sergio Tavčar, un giornalista diretto, privo di filtri, che racconta il basket (e tutti gli altri sport) in modo unico.
Un libro ironico che narra i primi anni Settanta per poi arrivare all’era berlusconiana: sono gli anni di Dan Peterson, Guido Meda, di una generazione di giornalisti che ritroviamo ancora oggi. Sullo sfondo di questa storia, un confine, un Paese poco prima della disgregazione, un mondo altro eppure a noi vicino. Dai grandi nomi del giornalismo sportivo al racconto delle trasferte alle Olimpiadi o ai Mondiali: una serie di storie e aneddoti dove si ride, ci si stupisce e si riscopre una memoria sportiva collettiva.
Migrazioni: detenzione amministrativa e nuovo patto europeo per l’asilo con Luca Casarini (capomissione Mediterranea Saving Humans) e Nicola Cocco (medico infettivologo, Rete Mai più lager – No ai CPR, Società di Medicina delle Migrazioni); modera: Chiara Proietti D’Ambra (inviata di reportage e inchieste tv).
Incontro dedicato alle scuole secondarie, ma aperto anche al pubblico
Il potere delle parole: tra fake news e reputazione digitale, con Luca De Rosa, formatore Social Warning – Movimento etico digitale.
Sappiamo davvero distinguere le informazioni affidabili da quelle manipolatorie? Nell’era digitale, le parole viaggiano velocemente e possono avere un impatto enorme. In questo incontro esploreremo il fenomeno delle fake news: come nascono, perché si diffondono e quali rischi comportano. Inoltre, capiremo l’importanza della reputazione digitale e come ogni nostro post, commento o condivisione possa lasciare un’impronta permanente online.
In collaborazione con Social Warning – Movimento etico digitale
Informazione, diritti e crisi dimenticate: racconti di una reporter dal fronte di guerra. Incontro con la giornalista e scrittrice Antonella Napoli
Un approfondimento sulle guerre ignorate dal mainstream, sui diritti delle donne nei contesti di crisi e sulle sfide che affrontano nei conflitti.
Incontro riservato alle scuole
Conoscere le periferie del mondo per capire la propria realtà, laboratorio di ascolto e di giornalismo, con proiezione di un documentario girato in Congo di e con Antonella Napoli (giornalista).
Presentazione del libro Vite al fronte di Luca Steinmann (Rizzoli); dialoga con l’autore Paolo Mosanghini (vicedirettore Messaggero Veneto).
Negli ultimi anni Steinmann ha vissuto conflitti in tutti gli angoli della Terra, aggregandosi a eserciti, popolazioni e combattenti tra loro nemici: durante la guerra in Libano del 2024 è stato tanto sul lato israeliano quanto su quello di Hezbollah; ha viaggiato sia per i territori in mano ad Assad, tornandoci dopo la sua caduta, sia in quelli abitati da ribelli e civili a lui ostili lungo i confini della Siria; è andato nel Nagorno Karabakh durante i combattimenti e poi di nuovo dopo la fuga di massa degli armeni, osservando il ripopolamento di questa regione da parte degli azerbaigiani. Senza dimenticare il Donbass, dove è stato uno dei pochissimi giornalisti occidentali a seguire le truppe russe mentre invadevano l’Ucraina.
In tutti questi viaggi ha raccolto le testimonianze di soldati e civili che, travolti dalle guerre, non riescono più a liberarsene, nemmeno fuggendo all’estero. Con una prosa avvincente, conduce il lettore alla scoperta di aree inesplorate dai media, dando voce senza filtri a persone che lottano per la quotidiana sopravvivenza, talvolta imbracciando loro stesse le armi tra le file di milizie, eserciti e battaglioni di mercenari, come il Gruppo Wagner. E lo fa con la forza narrativa di chi cerca sempre di restituire alle guerre non la verità ideologica ma la spietata realtà dei fatti. Quella realtà che in tanti dimentichiamo perché, “alla fine, chi vince sui campi di battaglia si conquista un posto al tavolo delle grandi potenze del mondo. Anche chi fino a cinque minuti prima subiva accuse di terrorismo, pulizia etnica e genocidio. Solo gli sconfitti finiscono sul banco degli imputati”.
Incontro dedicato alle scuole secondarie ma aperto anche al pubblico.
Storia di una linea bianca (Bottega Errante Edizioni) di e con Alessandro Cattunar (dottore di ricerca in Storia contemporanea e insegnante)
Giornalismo e ricerca storica negli archivi, con Eugenio Ambrosi (giornalista e scrittore), Claudio Ernè (giornalista) e Antonietta Colombatti (direttrice dell’Archivio di Stato di Trieste); introduce e modera: Pier Ugo Candido (giornalista) In collaborazione con l’Ordine dei giornalisti FVG
Incontro dedicato alle scuole secondarie, ma aperto anche al pubblico
A 80 anni dalla Liberazione: l’occupazione tedesca attraverso lo sguardo dei ‘carnefici’ con Udo Gümpel (giornalista e autore tedesco che ha curato il progetto ‘Le stragi naziste nell’Italia occupata nella memoria dei loro autori’).
In collaborazione con le locali sezioni Anpi e Aned
A 80 anni dalla Liberazione: l’occupazione tedesca attraverso lo sguardo dei ‘carnefici’ con Udo Gümpel (giornalista e autore tedesco che ha curato il progetto ‘Le stragi naziste nell’Italia occupata nella memoria dei loro autori’) in dialogo con Oscar D’Agostino (giornalista responsabile Cultura e spettacoli Messaggero Veneto).
In collaborazione con le locali sezioni Anpi e Aned
Progettazione delle città in chiave inclusiva con Francesco Favero (terapista occupazionale, vice presidente dell’associazione IOCIVADO), Erica Gaiatto (architetto libero professionista e titolare dello studio Global Project Architettura Inclusiva) e Alberto Vanolo (professore di Geografia economico-politica dell’Università di Torino e autore del libro La città autistica); introduce William Del Negro (CEO e presidente di Willeasy srl) e modera Roberto Covaz (giornalista e scrittore).
Inaugurazione della mostra itinerante Tempi di cronaca, dai giornali ai social (visitabile fino al 31 agosto)
L’esposizione permetterà di conoscere il mestiere/missione del fotogiornalista attraverso alcuni degli scatti che hanno segnato la nostra Storia, dalla camera ardente di Fidel Castro alla strage di Capaci, dal Carnevale di Venezia ai tempi del Covid alle monetine lanciate contro Bettino Craxi, dal soldato afghano che piange i suoi compagni al boss mafioso Totò Riina, dalle navi da crociera che ‘minacciano’ Venezia fino al naufragio dei migranti a Lampedusa.
A seguire, si parlerà del passato e del futuro di una professione messa a dura prova dagli smartphone con gli autori delle foto esposte Luciano del Castillo (fotoreporter), Franco Lannino (fotoreporter) e Manuel Silvestri (fotoreporter); modera: Luca D’Agostino (fotoreporter e agitatore culturale).
Presentazione del libro ‘Forte nella prospera, mirabile nell’avversa fortuna. L’esperienza bellica del tenente Ettore Delfabro (1941-1945)’ di Filippo Pinton (Linea Edizioni); dialoga con l’autore Valentino Cappella (storico).
Ettore Delfabro, classe 1916, figlio di profughi goriziani, cresce a Cormòns in una famiglia borghese che lo indirizza fin dall’adolescenza verso un futuro nella nuova classe dirigente fascista. Laureatosi, il giovane cormonese matura, però, il sogno d’insegnare e, trovato l’amore in una collega, tenta di sfuggire ai venti di guerra arruolandosi volontario nel Regio Esercito. Al corso per ufficiali di complemento, Ettore ottiene ottimi risultati classificandosi tra i migliori della nazione. Come premio viene perciò inviato per il periodo di prima nomina vicino casa, al confine orientale. Sfortunatamente per lui, nel giro di pochi giorni, in Jugoslavia la situazione precipita e si trova, suo malgrado, a dover combattere assieme al 14° Battaglione Mortai una guerra d’invasione che ha il fetore di un’esperienza coloniale su suolo europeo. L’occupazione brutale della Provincia di Lubiana dura trenta mesi e termina con la caotica disfatta delle forze armate italiane. Sbandato e caduto prigioniero dei tedeschi, vive traumatiche esperienze nei lager del Terzo Reich che lo segneranno per sempre.
Inaugurazione della mostra Ritratti di giornalisti nel conflitto Israele-Gaza di Gianluca Costantini (visitabile fino al 31 agosto).
Costantini è un artista-attivista che, da molti anni, combatte le sue battaglie attraverso il disegno e collabora attivamente con organizzazioni internazionali come ActionAid, Amnesty International, ARCI e SOS Mediterranée. Nel 2017 è stato candidato agli European Citizenship Awards e, nel 2019, ha ricevuto il premio Arte e diritti umani di Amnesty International.
A seguire, proiezione del documentario Investigating War Crimes In Gaza di Al Jazeera, alla presenza del regista Richard Sanders (autore, giornalista e produttore televisivo), in dialogo con Giulia Bosetti (giornalista d’inchiesta Rai).
Migrare in montagna. Nuovi scenari nell’epoca della crisi climatica, partendo dal libro ‘Migrazioni verticali. La montagna ci salverà?’ di Andrea Mambretti, Filippo Barbera e Gianni Tartari (Donzelli Editore, 2024). Intervengono il co-curatore Gianni Tartari (ambasciatore del Patto Europeo per il Clima, segretario di EuCliPa.IT) e Marta Abbà (giornalista e fisica dell’ambiente specializzata in diritti umani, climatici e digitali); modera: Morena Pinto (giornalista freelance).
La montagna è vista sempre più come un’opportunità di vita, un’alternativa tutto sommato vicina, da quanti desiderano abbandonare le metropoli, soffocate dagli effetti dell’iper agglomerazione sociale e produttiva. Il movimento dei ‘montanari per scelta’ ha tracciato la pista, seguito dalla crisi pandemica e dalla diffusione dello smart working: oggi la pressione posta dal cambiamento climatico sulle città bollenti e inquinate fa emergere con più evidenza una diffusa aspirazione a trasferirsi nelle terre alte. Il clima che cambia, però, espone a nuovi rischi proprio quei luoghi a lungo dimenticati e di cui sono rimasti in pochi a prendersi cura. La montagna non ci salverà, dunque, a meno che prima le città non la aiutino a salvare se stessa, a ritrovare il suo ruolo in un rapporto paritario ed eco-sistemico con la pianura, dentro nuove forme di equilibrio.
I ragazzi della Consulta dei Giovani di Ronchi dei Legionari a tu per tu con… Matteo Parenzan (campione paralimpico di tennistavolo).
Presentazione del libro La destra e le donne. Da Mussolini a Giorgia Meloni (Compagnia Editoriale Aliberti) di Sara Lucaroni (giornalista e scrittrice); dialoga con l’autrice Pietro Comelli (giornalista Il Piccolo).
“Il patriarcato non esiste; il femminicidio è solo un omicidio; povero maschio bianco disorientato; la violenza è riconducibile alle culture dei migranti; essere madre è la piena realizzazione delle donne, complementari all’uomo; le femministe sono brutte e pericolose e il gender ci ucciderà tutti”. Da dove arrivano certe sparate degli attuali ministri, quale cultura vive dietro certe affermazioni, convinzioni e ‘tradizioni’?
La destra come vede le donne? A queste domande Sara Lucaroni prova a rispondere partendo dal Ventennio fascista e da chi lo modellò, Benito Mussolini. Nel Paese che si trasforma senza mai cambiare davvero, è poi arrivato un altro Ventennio, quello berlusconiano, nel quale il rapporto tra sesso e potere ha avuto un’altra declinazione e nuovi sviluppi. E oggi? La destra e le donne è un viaggio serio e ironico, antico e attualissimo, dentro nuovi vizi e ataviche convinzioni, quando per la prima volta nella storia nazionale a guidare il Paese è una donna, Giorgia Meloni. Guarda caso di (estrema) destra.
Inaugurazione di Giancarlo, le istantanee di una storia, mostra diffusa in ricordo di Giancarlo Siani (visitabile fino al 31 dicembre).
A seguire, Volevo solo scrivere con la nipote Ludovica, attuale vicepresidente della fondazione Siani, Giovanni Taranto (giornalista, scrittore e sceneggiatore) e Ottavio Lucarelli (presidente dell’Ordine dei giornalisti della Campania).
La mostra e l’incontro vogliono essere l’occasione per ricordare Giancarlo Siani, ucciso il 23 settembre 1985, a soli 26 anni, dalla camorra a Napoli per le sue inchieste giornalistiche. Giancarlo, benché ancora giornalista precario, aveva scritto, con la sua Olivetti M80, 651 tra articoli e inchieste, nelle quali aveva ricostruito molte delle relazioni tra le famiglie dei vari clan e i loro affari.
Presentazione del libro Sangue sulla Resistenza. Storia dell’eccidio di Porzûs (Mondadori) di Tommaso Piffer (docente di storia contemporanea all’Università di Udine); dialoga con l’autore Fabrizio Brancoli (vicedirettore del Gruppo Nord Est Multimedia).
Attraverso un imponente e accurato lavoro di archivio, che incrocia per la prima volta documenti inediti italiani e sloveni, Piffer getta nuova luce su uno degli episodi più controversi della storia della resistenza italiana, dando un nome e un volto ai mandanti dell’eccidio e mostrando come i fatti di Porzûs non siano soltanto una storia di frontiera, ma uno “straordinario crocevia di tutta la storia del Novecento europeo”.
In collaborazione con Friuli Storia – Premio nazionale di storia contemporanea
Inaugurazione XI Festival del Giornalismo: saluti istituzionali e consegna della IV edizione del Premio Leali Young.
Come la mettiamo con il precariato nel giornalismo? con Fabiana Pacella (giornalista), Vittorio Di Trapani (presidente Fnsi), Maurizio Bekar (giornalista freelance) e Sara Lucaroni (giornalista e scrittrice); modera Barbara Schiavulli (inviata di guerra e direttrice di Radio Bullets).
La tendenza, non nuova, al ricorso al lavoro precario nel giornalismo sta aumentando in maniera esponenziale negli ultimi anni. In questo incontro proveremo a ragionare sulle ricadute del precariato sulla qualità dell’informazione, un fenomeno preoccupante, che rischia di erodere, alle fondamenta, la libertà di stampa.
Mafia Spa: come cambia e come ci cambia con Fabiana Pacella (giornalista), Alfredo Fabbrocini (Questore della provincia di Barletta, Andria, Trani) e Lucio Luca (giornalista La Repubblica); modera: Enzo D’Antona (giornalista e presidente del Teatro Miela di Trieste).
Le organizzazioni criminali cercano di stare ‘al passo con i tempi’, modificando i loro giri d’affari. Nell’incontro accendiamo i riflettori sui nuovi traffici mafiosi, per capire come anche il giornalismo d’inchiesta debba cambiare per continuare a denunciare gli interessi della ‘Mafia Spa’.
Presentazione del libro Isole carcere – Geografia e storia di Valerio Calzolaio (edizioni Gruppo Abele); dialoga con l’autore Fernando Veggo (Comitato organizzativo Festival Treviso Giallo).
La storia, la funzione sociale e le peculiari caratteristiche della detenzione penitenziaria sulle isole. Quale significato ha assunto nei secoli, e ha tutt’ora, la reclusione su territori lontani dalla terraferma? Quali vicende storiche e quale immaginario (letterario, cinematografico, culturale etc.) si legano a questa condizione? Che ruolo hanno oggi questi penitenziari, da quelli ancora attivi a quelli che ormai fanno parte del patrimonio storico-paesaggistico? Di questo e molto altro racconta Valerio Calzolaio nel suo saggio, attraversando mari e bacini oceanici di tutti i continenti. Da l’Asinara e Procida nel Mediterraneo a El Frontón e Alcatraz nel Pacifico, all’Isola del Diavolo e Robben Island nell’Atlantico, passando anche per isole fluviali e lacustri.
In collaborazione con Festival Treviso Giallo
I rischi del giornalismo investigativo con Sara Giudice (giornalista) e Nello Trocchia (giornalista); modera: Barbara Schiavulli (inviata di guerra e direttrice di Radio Bullets).
Crociere, un turismo che inquina, con Daniel Wizenberg (giornalista e politologo argentino) e Berta Vicente Salis (fotografa e documentarista); modera: Lorenzo Gherlinzoni (giornalista Rai).
Ogni anno il Mediterraneo è attraversato da centinaia di navi da crociera, un tipo di turismo che inquina più di qualsiasi altra forma di trasporto al mondo.
Rosa shocking: donne reporter in diretta dalle guerre del Novecento di e con Elisa De Zan (divulgatrice tematiche storiche).
L’avventurosa storia di una serie di donne che, come inviate o fotografe di guerra, documentarono i conflitti del Novecento, testimoniando attraverso il loro lavoro la Guerra civile spagnola, la Seconda Guerra Mondiale, la guerra in Vietnam, in Corea,… Un mosaico di storie di coraggio, determinazione, pericolo, indipendenza e tanto impegno, legate a biografie femminili davvero affascinanti.
A tu per tu con… Bruno Ferrarese, in dialogo con Fabrizio Stelluto (giornalista).
Contitolare dell’azienda Idrobase di Borgoricco (Padova), Ferrarese è imprenditore e già presidente di Confapi Padova e Afidamp (associazione nazionale di rappresentanza delle industrie della pulizia professionale), abituato a trascorrere 200 giorni all’anno a sondare i mercati del mondo. Esperto di Cina, sta realizzando con la sua azienda uno dei primi esempi concreti del ‘piano Mattei’, firmando accordi di produzione su licenza con imprese algerine.
Oltre le 5W: 5M per un giornalismo responsabile tra servizio pubblico e umanità nella professione con Vincenzo Varagona (giornalista e presidente Ucsi nazionale), Ivan Bianchi (direttore Il Goriziano e componente Gruppo 5M), Roberta Carlucci (giornalista e componente Gruppo 5M), Renato Piccoli (giornalista e componente Gruppo 5M) e Serena Queirolo (giornalista e componente Gruppo 5M); modera: Julija Cotič (componente Gruppo 5M).
Sarà illustrato il Position Paper per un nuovo approccio alla professione. Oltre al classico modello delle 5W, il documento introduce le 5M, ovvero: More request, more sources (più domande, più fonti); More time (più tempo per approfondire); More languages, more points of view (più linguaggi, più punti di vista); More legal protections, rights, freedom (più tutele, diritti e libertà); More humanity (più umanità). L’obiettivo è rafforzare il ruolo del giornalista come sentinella dello stato di salute della democrazia, promuovendo un’informazione di qualità, attenta alla pluralità di voci e ai diritti dei professionisti del settore.
Da Garlasco alla riforma delle toghe. La giustizia è ancora giusta? con Francesca Nanni (Procuratrice generale di Milano) e Gian Domenico Caiazza (avvocato, già presidente Unione Camere Penali Italiane); modera: Carmelo Schininà (cronista e inviato del TgLa7).
Separazione delle carriere e doppio Csm rischiano di minare l’indipendenza della Magistratura o potrebbero rappresentare un’occasione per rendere la Giustizia più equa e veloce? Grazie al confronto tra due ‘esperti della materia’, cercheremo di chiarire i punti controversi della riforma fortemente voluta dal Governo Meloni.
Perché, nonostante le leggi e le misure cautelari, la giustizia si rivela inefficace nella prevenzione dei femminicidi? con Antonio De Nicolo (già Procuratore della Repubblica di Trieste), Pina Rifiorati (avvocato) e Maria Ferrara (psicologa, operatrice antiviolenza e vicepresidente dell’Associazione GOAP); modera: Luana De Francisco (giornalista Messaggero Veneto).
La legge sul ‘Codice Rosso’ del 2019 e il recente Ddl che introduce il delitto di femminicidio puntano a contrastare la violenza di genere e a tutelare le vittime. I reati contro le donne, però, sono tutt’altro che diminuiti…
Reinventare la sanità: dal paziente uno alle sfide di domani. Visioni e strategie per un nuovo Sistema sanitario nazionale con Raffaele Bruno (direttore Malattie infettive IRCCS San Matteo Pavia), Andrea Crisanti (professore di microbiologia molecolare Imperial College e senatore della Repubblica) e Nino Cartabellotta (presidente della Fondazione GIMBE); modera: Alessio Lasta (giornalista Lo stato delle cose – Rai3).
Il Sistema sanitario nazionale è da tempo in difficoltà e la pandemia ha contribuito ad acuire i problemi. Quali strategie si potrebbero mettere in campo per migliorare le risposte a bisogni di salute in rapida evoluzione?
50 anni dalla Fondazione di Amnesty International Italia. Presentazione del Rapporto annuale con Riccardo Noury (portavoce di Amnesty International Italia) in dialogo con Fabiana Martini (giornalista e portavoce Articolo 21 FVG).
L’analisi della situazione in 155 Paesi segnala un persistente deterioramento del rispetto dei diritti umani e, più in generale, dello stato di diritto. La violazione delle norme internazionali ha raggiunto un nuovo punto più basso? E se la risposta è sì, che cosa deve fare la comunità globale?
Nicola Calipari: a vent’anni dalla morte, ripercorriamo la vicenda dell’uomo che ha salvato la giornalista Giuliana Sgrena durante la guerra in Iraq con Giuliana Sgrena (giornalista), Alessandro Tonda (regista) e Arduino Paniccia (professore universitario); modera: Andrea Foffano (esperto in sicurezza e intelligence).
Ripercorriamo la storia di Nicola Calipari, alto dirigente del SISMI che, nel 2005, sacrificò la propria vita per salvare quella della giornalista de Il manifesto Giuliana Sgrena, anche attraverso il recente film Il Nibbio, che segue i 28 giorni precedenti ai tragici avvenimenti del 4 marzo 2005.
La vittoria è figlia dell’onestà, la libertà è figlia del dolore. Il Venezuela e i suoi media con Nixon Moreno (politologo e attivista venezuelano) e Marinellys Tremamunno (giornalista italo – venezuelana corrispondente dal Vaticano); modera: Barbara Schiavulli (inviata di guerra e direttrice di Radio Bullets).
Il regime di Nicolás Maduro da tempo ha avviato una brutale campagna di repressione delle voci critiche o semplicemente ‘scomode’. Nel mirino sono finiti anche i giornalisti, ai quali viene impedito di svolgere in maniera libera e indipendente il proprio lavoro, tra censure, arresti e persecuzioni, fino alle azioni violente dei gruppi paramilitari.
Intelligenza artificiale e giornalismo con Davide Casaleggio (Ceo & partner Casaleggio Associati), Claudio Agosti (inventore e critico del software) e Vincenzo Frenda (giornalista Rai); modera: Hubert Londero (giornalista Telefriuli).
Ormai l’Intelligenza artificiale non è più una prospettiva futura, ma una realtà concreta con la quale i giornalisti si devono misurare, dalla stesura dei testi alla rielaborazione delle immagini, passando per l’analisi dei dati. La rapida evoluzione dell’IA, però, apre riflessioni anche etiche sul futuro dell’informazione e sul ruolo del giornalista.
America, anno zero, con Matteo Muzio (giornalista), Alberto Bellotto (giornalista) e Gennaro Sangiuliano (giornalista Rai e scrittore); modera: Ernesto Kieffer (giornalista).
L’elezione di Donald Trump alla Casa Bianca ha rivoluzionato, in poche settimane, le regole della geopolitica. Cosa cambia per noi italiani ed europei?
In collaborazione con Heraldo-Festival del Giornalista di Verona
Eredità digitale: cosa rimane in rete dopo di noi? con Beatrice Petrella (giornalista e autrice del libro e podcast Still Online) e Gea Arcella (notaio, esperta di diritto dell’informatica), modera: Marta Rizzi (giornalista Radio Spazio).
Cosa accade alle nostre identità digitali, alle tracce di dati che sparpagliamo ogni giorno online dopo la nostra morte? Dai software alla Black Mirror al testamento digitale, dai QR code al diritto all’oblio, passando per gli scenari che la letteratura e la filosofia nei secoli ci hanno suggerito.
Masterclass con Jawaher Yousofi, giornalista e ricercatrice afghana, specializzata nei diritti umani e delle donne e sul tema delle migrazioni; è arrivata in Francia nel marzo 2024 dopo aver lasciato il suo Paese in seguito alla presa del potere da parte dei Talebani; è impegnata nella battaglia per l’educazione femminile; introduce Chiara De Martino (giornalista).
In collaborazione con l’associazione Maison des journalistes
Storia della filiera virtuosa della vite. Il ‘caso’ Specogna, tra tradizione e innovazione. Un ponte verso il futuro con Paolo Sivilotti (professore Università di Udine), Cristian Specogna (titolare Specogna Vini) e Roberto Bruni (agronomo, entomologo e docente di Viticoltura ed Enologia); modera: Benedetta Cimini (giornalista esperta in comunicazione e media relations).
Segue degustazione a cura dell’azienda agricola Specogna
Premio Roberto Morrione per il Giornalismo investigativo: presentazione delle video inchieste Under 30 con Mara Filippi Morrione (portavoce del Premio Morrione), Beatrice Petrella per Oltre e Iacopo Valori per La giostra; modera Barbara Schiavulli (inviata di guerra e direttrice di Radio Bullets).
In collaborazione con il Premio Roberto Morrione per il Giornalismo Investigativo
Presentazione del libro Matilde Serao. La voce di Napoli di Francesca Bellino (Becco Giallo); dialoga con l’autrice Luciana Borsatti (giornalista e saggista).
Incontro – omaggio alla vita della celebre giornalista e romanziera, fondatrice di quotidiani come Il Mattino (1892) e Il Giorno (1904). Una biografia straordinaria che evidenzia il profondo legame di Matilde Serao con il popolo napoletano e la sua indomabile passione nell’osservare, ascoltare e testimoniare la vita di chi ha abitato il suo tempo, doti che le hanno permesso di aprire una strada lasciata in eredità a tutte le giornaliste italiane.
Guerra e Pace: tra verità e propaganda con Elena Pasquini (giornalista), Francesco Martini (pubblicitario), Barbara Schiavulli (inviata di guerra e direttrice di Radio Bullets) ed Enzo Passaro (docente e divulgatore).
Come si costruisce la narrazione dei conflitti? Qual è il ruolo della propaganda? Un confronto per capire come l’informazione e la comunicazione plasmano la nostra percezione della realtà.
La passione per i fatti di cronaca nera e come raccontarli, con Ilaria Mura (inviata Mediaset), Umberto Brindani (giornalista) e Valentina Magrin (autrice), modera: Valentina Viviani (giornalista).
La cronaca nera è, da sempre, uno degli argomenti in grado di appassionare di più lettori e spettatori. Ma il racconto che viene offerto dai nostri media è sempre corretto e rispettoso di tutti gli attori coinvolti?
Il patriarcato esiste. Non solo violenze contro le donne e disparità sociale, in Italia il sessismo pervade ancora la cultura, anche quando non lo vedi con Luciana Castellina (politica, giornalista e scrittrice), Barbara Schiavulli (inviata di guerra e direttrice di Radio Bullets), Emanuela Bonchino (inviata RaiNews 24) e Silvia Garambois (presidente Giulia Giornaliste), modera: Alessia De Marchi (vicecapo servizio Gruppo Nord Est Multimedia).
Un’occasione per ragionare sulla nostra società e la sua cultura, che ancora riflette – spesso inconsciamente – discriminazioni di genere. Proviamo ad analizzare la situazione da diversi punti di vista, per capire cosa manca per raggiungere una piena parità uomo-donna.
Come è cambiato il linguaggio della politica? con Mario Anzil (vicepresidente Regione Fvg), Brunella Bolloli (giornalista), Francesco Giubilei (editore, presidente della Fondazione Tatarella e direttore scientifico della Fondazione Alleanza Nazionale), Greta Sclaunich (giornalista Corriere) e Simona Maggiorelli (direttrice Left), modera: Francesco De Filippo (giornalista, scrittore e saggista, direttore Ansa Fvg).
Populismo, social network e disintermediazione hanno profondamente cambiato il linguaggio della politica, ormai lontanissimo dalle ‘paludate’ dichiarazioni degli esponenti della Prima Repubblica. Il fenomeno è evidente non solo in Italia: pensiamo alla ‘rivoluzione’ di Trump fin dal suo insediamento alla Casa Bianca…
Presentazione del libro Infanzia triestina di Pierluigi Sabatti (Bottega Errante); dialoga con l’autore Francesca Terranova (giornalista Rai).
È il 26 ottobre 1954, giorno che pone fine all’occupazione angloamericana di Trieste e che restituisce definitivamente la città all’Italia. Un’enorme folla si raccoglie in piazza Unità per festeggiare l’arrivo delle navi e dei bersaglieri italiani. Ma la storia è più complessa e se ne accorge un bambino che, tra ricordi e fantasticherie, descrive quei tempi così travagliati e l’umanità che abita il quartiere popolare di San Giacomo. Sabatti fa rivivere una pagina di storia italiana spesso dimenticata attraverso il racconto di esistenze, voci ed emozioni in cui tragedia e commedia si mescolano come accede sempre nella Storia e nella vita.
Comunicare il Friuli Venezia Giulia: strategie e linguaggi con Alessandra Fogar (responsabile Cultura di PromoturismoFvg) in dialogo con Elena Commessatti (giornalista).
In collaborazione con PromoturismoFvg
Segue degustazione a cura della Tenuta Ca’ Bolani
Europa e dintorni con Antonio Pitoni (direttore La Notizia) in dialogo con Emanuela Scridel (economista, esperta per l’Unione Europea e in strategie internazionali).
Presentazione del libro Il salvatore di bambini. Una storia ucraina di Nello Scavo (Feltrinelli); dialoga con l’autore Emanuela Bonchino (inviata RaiNews 24).
Marzo 2022. L’esercito russo conquista Kherson, la città ucraina a nord della Crimea. Nella loro avanzata, oltre a portare distruzione, i russi rapiscono e deportano un numero imprecisato di bambini. Volodymyr Sahaidak, direttore della casa per minori, capisce che anche “i suoi bambini” sono in pericolo e che prima o poi avrebbero tentato di portarglieli via. Con stratagemmi da film, falsificando documenti, facendo figurare i minorenni come già dati in affido o in adozione, oppure in cura per gravi malattie, riesce a far scappare i ragazzi e a farli evacuare verso zone sicure. Dei sessantasette bambini ospitati nel suo centro, cinquantadue sono messi subito in salvo; gli altri, deportati in Russia, grazie alla sua tenacia sono stati rintracciati e poi fatti rientrare in Ucraina.
Nello Scavo racconta una storia straordinaria di coraggio e speranza. Questa è l’inchiesta che è costata a Vladimir Putin il mandato di cattura internazionale. Da una delle città più martoriate dalla furia di Putin, la vera storia dello “Schindler ucraino”.
Donne per la pace. Voci che hanno cambiato la storia con Viviana Daloiso (giornalista) in dialogo con Marco Girardo (direttore Avvenire).
Le donne rappresentano metà della popolazione del pianeta: la loro mediazione è essenziale per una pace giusta e duratura, ma non sono quasi mai presenti ai tavoli dei negoziati. Quando e dove è stato loro permesso, però, le trattative sono andate diversamente e al centro è tornato l’umano. Raccontano di un’altra Storia possibile le voci di Miriam, Alganesh, Nadia, Shirin, Monica, Magda… donne che hanno deciso di rispondere alla logica della guerra con il dialogo e l’impegno, non con la violenza e le armi. Premi Nobel, attiviste, mediatrici, negoziatrici. Sono alcune delle oltre venti donne che Avvenire ha intervistato in occasione della campagna #donneperlapace. Storie e testimonianze intense, raccolte per la prima volta in un libro, accompagnate dagli interventi di diplomatici, intellettuali, analisti ed esperti di politica internazionale e dalle illustrazioni a colori a cura di dodici studentesse dello Ied.
In collaborazione con Avvenire
S-INFO – Un ponte tra giornalismo e attivismo con Emanuel Delia (direttore esecutivo della ONG maltese Repubblika), Antonio Pio Lancellotti (project manager di S-INFO e direttore responsabile di Global Project), Alice Dominese (vincitrice del premio S-INFO) e Darius Gălbinașu (vincitore premio S-INFO Romania).
Presentazione del progetto S-INFO, nato con l’obiettivo di favorire la collaborazione tra il giornalismo indipendente e la società civile. In un’epoca segnata da profondi cambiamenti politici e tecnologici e caratterizzata da una crescente tensione tra le esigenze di libertà di espressione e la manipolazione dell’informazione, la sinergia tra giornalismo e attivismo civico rappresenta un potente mezzo di democrazia dal basso.
In collaborazione con S-INFO
La verità della scienza e la verità dei social con Gabriele Giacomini (ricercatore di Filosofia politica dell’Università di Udine) e Pier Luca Montessoro (professore ordinario di Sistemi di Elaborazione dell’Università di Udine), modera: Agnese Baini (comunicatrice scientifica).
Comunicare correttamente notizie scientifiche, rendendole comprensibili al grande pubblico, non è mai stato facile. L’avvento dei social network, però, ha reso ancora più complicata questa ‘missione’. L’emergenza Covid ha reso evidente l’aumento esponenziale di complottismi e fake news…
In collaborazione con il Festival Collega-menti dell’Università degli Studi di Udine
Quale futuro per il Medio Oriente? con Anna Foa (storica e saggista), Luciana Borsatti (giornalista e saggista) e Nello Del Gatto (giornalista La Stampa, analista Medio Oriente); modera: Emanuela Bonchino (inviata RaiNews 24),
Dall’attacco di Hamas del 7 ottobre 2023, la situazione in Medio Oriente è ormai sempre più complicata e anche il racconto giornalistico fatica a tenere il passo in uno scenario caratterizzato da molteplici fronti aperti, da Gaza alla Cisgiordania, passando per il Libano, la Siria, l’Iran, lo Yemen degli Houti…
Cerimonia di consegna dell’VIII premio Daphne Caruana Galizia – riconoscimento collettivo ai giornalisti e alle giornaliste di Gaza e Cisgiordania; ritira Samir Al Qaryouti (giornalista palestinese) in dialogo con Barbara Schiavulli (inviata di guerra e direttrice di Radio Bullets).
Prima della consegna, esecuzione del brano Memorji Maltin di Simone Pagano e Andrea Vinci.
Inviati, quando i giornalisti diventano notizia, con Stefania Battistini (inviata Rai), Lucia Goracci (inviata Rai), Emanuela Bonchino (inviata RaiNews 24), Giovanni Porzio (giornalista, scrittore e fotoreporter) e Nello Scavo (giornalista); modera: Cristiano Degano (consigliere nazionale Ordine dei Giornalisti).
Non c’è solo la tragedia di Gaza e della Cisgiordania: anche i giornalisti italiani, negli ultimi mesi, sono finiti nel mirino semplicemente per aver fatto il proprio lavoro, tra arresti e mandati di cattura, ma anche minacce e vite sotto scorta.
Human Distance di Paolo Tanze (visitabile fino al 31 agosto)
Nato a Ivrea nel 1972, Tanze cresce e si forma a Trieste, dove sviluppa anche la sua passione amatoriale per il reportage fotografico di strada. In seguito, per ragioni professionali, si trasferisce prima in Svizzera e poi in Slovenia, dove vive tuttora con la famiglia. Nei frequenti viaggi di lavoro nell’Europa centrale e orientale, ha raccolto immagini scattate in situazioni casuali e molto diverse tra loro, che vedono come filo conduttore l’inserimento della figura umana nel contesto.
Tempi di cronaca, dai giornali ai social – foto di Luciano del Castillo, Franco Lannino e Manuel Silvestri (visitabile fino al 31 agosto)
L’esposizione punta a far conoscere il mestiere/missione del fotogiornalista attraverso alcuni degli scatti che hanno segnato la nostra Storia, dalla camera ardente di Fidel Castro alla strage di Capaci, dal Carnevale di Venezia ai tempi del Covid alle monetine lanciate contro Bettino Craxi, dal soldato afghano che piange i suoi compagni al boss mafioso Totò Riina, dalle navi da crociera che ‘minacciano’ Venezia fino al naufragio dei migranti a Lampedusa.
Ritratti di giornalisti nel conflitto Israele-Gaza di Gianluca Costantini (visitabile fino al 31 agosto)
Dal 7 ottobre 2023, collaborando attivamente con il Committee to Protect Journalist di New York, l’artista e attivista Gianluca Costantini, noto a livello internazionale per il suo impegno senza sosta nel dare un volto alle vittime di soprusi, ha costruito, giorno per giorno, un memoriale visivo dedicato ai giornalisti uccisi a Gaza. Il suo progetto è un’offerta votiva, un gesto di cura per ricordare chi aveva scelto come proprio compito quello di fare memoria.
L’atto di disegnare i volti di chi sta dietro l’obiettivo, cercando con cura una foto da cui realizzare un ritratto, è una forma di estremo ringraziamento, di rituale collettivo d’espiazione, di tenace desiderio indirizzato a non lasciare andare il volto di chi ci è caro, anche se mai l’abbiamo conosciuto, anche se, ormai, non lo conosceremo. Si tratta di un work in progress che segue da vicino la cartografia dell’eccidio registrata da CPJ, cita le fonti e costituisce un monito politico che non può essere ignorato.
Giancarlo, le istantanee di una storia (visitabile fino al 31 dicembre)
Giancarlo Siani è stato ucciso dalla camorra, il 23 settembre 1985, a soli 26 anni, a Napoli. Benché ancora giornalista precario, aveva scritto, con la sua Olivetti M80, 651 articoli, nei quali aveva ricostruito molte delle relazioni tra le famiglie dei vari clan e i loro affari. A 40 anni dalla sua morte, la sua più grande rivincita è essere ricordato e continuare a parlare anche alle nuove generazioni. La camorra ammazzando un giornalista voleva metterlo a tacere, ma Giancarlo continua a essere una fonte d’ispirazione per molti.
In collaborazione con la Fondazione Giancarlo Siani