Caporetto e l’anno dell’occupazione: il Friuli raccontato da Gustavo Corni venerdì 24 aprile, alle 18.30, nella sala polifunzionale del Consorzio di Bonifica
Appuntamenti con la Storia fa tappa a Ronchi dei Legionari

Fra la fine di ottobre e l’inizio di novembre del 1917, il Friuli e il Veneto a est del Piave furono travolti da due ondate successive: prima la ritirata disordinata dell’esercito italiano dopo la rottura di Caporetto, poi l’avanzata delle truppe austro-ungariche e tedesche. Su circa un milione di abitanti, solo 230 mila riuscirono a fuggire. La maggioranza, soprattutto contadini, rimase legata alle proprie case e ai campi.
È una storia che ha lasciato ferite che hanno poi travalicato le generazioni, trasformandosi in una memoria trasferita da padre in figlio. Eppure, ci sono poche occasioni per rivivere oggi in maniera approfondita questo passato collettivo del Friuli Venezia Giulia, con gli strumenti tipici della storia. Sarà possibile mercoledì e venerdì in due appuntamenti in regione, sempre con lo storico Gustavo Corni: mercoledì 22 aprile alle 18.30 alla Fondazione Friuli a Udine e venerdì 24 aprile alle 18.30 in collaborazione con l’Associazione culturale Leali delle Notizie APS nella sala polifunzionale del Consorzio di Bonifica della Venezia Giulia, in via Duca D’Aosta 3/5 a Ronchi dei Legionari. Introduce Piero Zin, responsabile eventi del Circolo della Storia.
Corni, già professore di storia contemporanea all’Università di Trento, si è occupato di questi temi in un libro edito da Gaspari: L’Italia occupata 1917 – 1918. Friuli e Veneto orientale da Caporetto a Vittorio Veneto, finalista del premio Friuli Storia 2025. Per quasi un anno, il territorio del Friuli Venezia Giulia visse sotto un duro regime di occupazione: inizialmente condiviso tra i due Imperi centrali, poi affidato alla sola monarchia asburgica. Dopo una prima fase segnata da saccheggi e violenze, subentrò uno sfruttamento sistematico fatto di requisizioni e controllo capillare delle risorse. Tutto veniva censito e sottratto, lasciando alla popolazione il minimo indispensabile.
I rapporti tra occupanti e occupati furono complessi, oscillando tra momenti di umana compassione e atti di ostilità e repressione. “Mi sono sforzato di lavorare sulla scala più ampia possibile, dal livello degli archivi comunali e parrocchiali (molti non hanno conservato documenti su questo tema) agli archivi centrali, italiani, austriaci e germanici, incrociando le fonti di entrambe le parti dall’alto e dal basso”, spiega Corni. Così lo storico è riuscito a comprendere il modo in cui la storia mondiale si è intrecciata con le vite della popolazione del territorio: “Moltissimi contadini sono rimasti attaccati al podere (piccolo, in genere), al bestiame, alla casa, alle scorte dell’annata agricola appena terminata. Su di loro si è scaricata la furia dei soldati, che nei primi mesi hanno saccheggiato tutto ciò che trovavano e compiuto ogni sorta di violenze e di ruberie anche nei mesi successivi”.
L’incontro con Corni si inserisce nel contesto degli Appuntamenti della Storia, un ciclo di eventi realizzati in regione dal Circolo della Storia, con l’obiettivo di rendere queste tematiche accessibili al grande pubblico. Gustavo Corni, è stato professore ordinario di storia contemporanea presso l’Università di Trento (dal 2001 al 2018, anno del pensionamento), dopo avere insegnato alle università di Venezia, Chieti (sede di Pescara) e Trieste. Specialista di storia della Germania, con particolare attenzione per il nazionalsocialismo, di storia comparata delle dittature nel Novecento e di storia sociale delle due guerre mondiali. È autore di ventuno monografie, in parte tradotte in tedesco, in inglese, in spagnolo e in neerlandese, nonché di circa duecento fra saggi e articoli per riviste e pezzi o capitoli di libri in volumi collettanei, italiani e internazionali.
Il Circolo della Storia è nato nel 2024 per riunire appassionati della materia in tutta Italia e coinvolge, al momento, oltre 2.500 lettori. Ha un sito internet e una newsletter settimanale, con approfondimenti originali dedicati agli iscritti. A rendere possibile queste iniziative è la sinergia tra l’Università di Udine e l’Università di Trieste, con il sostegno della Regione, la Fondazione Friuli, la Fondazione CRTrieste, l’Associazione Regionale delle Banche di Credito Cooperativo, Casse Rurali e Artigiane, Zadružne Banke del Friuli Venezia Giulia e il Comune di Udine.
Ingresso libero fino ad esaurimento posti. Calendario completo su www.circolodellastoria.it

