50 anni di Scout a Ronchi dei Legionari con Roberta Vincini (presidente del Comitato nazionale Agesci), in dialogo con Ivan Bianchi (direttore Il Goriziano). Sarà presente anche un capo scout educatore del Gruppo.
La libertà non è decidere, ma potersi fermare: libero arbitrio, volontà e inibizione con Giovanni Mirabella (professore di Fisiologia all’Università di Brescia) e Andrea Lavazza (professore di Filosofia morale).
Incontro co-finanziato con i fondi per attività di Terza Missione Impegno Sociale per il Territorio del Dipartimento di Scienze Cliniche e Sperimentali dell’Università di Brescia.
Vino e agricoltura con Giampietro Comolli d’Onsernone (agronomo, economista, enologo, editorialista, accademico), Gian Omar Bison (giornalista, esperto di comunicazione agroalimentare ed enogastronomica) e Sandro Bottega (AD di Bottega S.p.A.), modera Fabrizio Stelluto (giornalista).
Appuntamento in collaborazione con Azienda agricola Brotto Marcello e Azienda agricola Barducci, che cureranno la degustazione conclusiva
Giornalismo, social media e intelligenza artificiale, con Luigi Andrea Rancilio Gigio (giornalista e divulgatore) in dialogo con Hubert Londero (giornalista Telefriuli).
In collaborazione con Avvenire
Presentazione del libro Cielo Sporco (Guanda) di Gianluca Di Feo (vicedirettore la Repubblica); dialoga con l’autore Emanuela Bonchino (inviata Rai News 24).
India e Cina, le potenze asiatiche alla conquista del mondo con Gabriele Battaglia (giornalista freelance) e Matteo Miavaldi (giornalista e podcast producer), modera Ernesto Kieffer (giornalista).
In collaborazione con Heraldo – Festival del Giornalismo di Verona
Rispetto dei diritti umani e manifestazioni di piazza, a 25 anni dal G8 di Genova partendo dal podcast La sospensione di Francesca Zanni; dialogano con l’autrice Carlo Bachschmidt (regista) e Riccardo Noury (portavoce Amnesty International Italia); modera Marcello Zinola (giornalista e già segretario Fnsi Liguria).
Presentazione del libro Il giornalismo ha un futuro. Perché sta cambiando, come va ripensato di Carlo Sorrentino (professore ordinario di Sociologia dei processi culturali e comunicativi all’Università di Firenze); dialoga con l’autore Francesco De Filippo (giornalista, scrittore e saggista, responsabile Ansa FVG).
Carceri partendo dal libro Morire di pena. 12 storie di suicidio in carcere (Laterza) di Alessandro Trocino (giornalista Corriere della Sera); dialogano con l’autore Mauro Palma (presidente del Centro di ricerca European Penological Center dell’Università Roma Tre) e Gianfranco Schiavone (presidente del Consorzio Italiano di Solidarietà); modera Emanuela Bonchino (inviata Rai News 24).
Presentazione del libro Andrea Camilleri. Di pianeti e di uomini. In dialogo con Francesco De Filippo (Castelvecchi) con Francesco De Filippo (giornalista, scrittore e saggista, responsabile Ansa Fvg) in dialogo con Mary B. Tolusso (giornalista e scrittrice).
Nuove tensioni nei Balcani: Serbia e dintorni con Massimo Moratti (corrispondente Osservatorio Balcani e Caucaso ed esperto di diritti umani), Sara Reginella (autrice e documentarista), Marina Lalovic (giornalista Rai News 24) e Gabriele Santoro (giornalista e autore); modera Marta Rizzi (giornalista Radio Spazio).
Medio Oriente, quale pace? con Manlio Graziano (analista geopolitico), Barbara Schiavulli (corrispondente e direttrice di Radio Bullets), Leila Karami (docente e traduttrice) e Luciana Borsatti (giornalista e saggista); modera Cristiano Riva (studioso di analisi geopolitica).
Presentazione del libro L’ultima spiaggia. Alkamar, la strage dimenticata e cinquant’anni di misteri italiani di Lucio Luca (giornalista La Repubblica), in dialogo con Francesca Terranova (giornalista Rai FVG).
Incontro/testimonianza Marco Rodari, il clown di guerra, in dialogo con Barbara Schiavulli (corrispondente e direttrice di Radio Bullets).
San Francesco e la comunicazione con Marco Girardo (direttore di Avvenire), Camillo Barone (inviato National Catholic Reporter) e don Antonello Iapicca (missionario); modera Greta Sclaunich (giornalista Corriere della Sera).
Segue degustazione a cura della Tenuta Ca’Bolani
Presentazione del libro La notte in cui la terra tremò (Il Battello a Vapore) di Greta Sclaunich (giornalista Corriere della Sera); dialoga con l’autrice Elisabetta Pozzetto (giornalista e autrice).
Come coinvolgere i giovani nelle azioni di adattamento climatico e sostenibilità ambientale con Luciana Favaro (presidente EuCliPa.IT Aps) ed Eleonora Salvagno (membro del team Clim-Act! Expo), modera Lucrezia Lenardon (comunicatrice e divulgatrice ambientale).
In collaborazione con EuCliPa.it – Associazione italiana del patto per il clima
Intelligenza artificiale: storia, sfide e opportunità con Andrea Brunello (professore di Studi Umanistici e del Patrimonio Culturale Università di Udine), in dialogo con Agnese Baini (comunicatrice scientifica).
In collaborazione con il Festival Collega-Menti dell’Università degli Studi di Udine
I padroni dello spazio, partendo dai reportage di Presa Diretta (Rai 3) di e con Teresa Paoli (giornalista), Tommaso Ghidini (divulgatore) ed Emilio Cozzi (giornalista, autore e divulgatore); modera Fabio Pagan (giornalista scientifico).
Tastiere in gabbia: lo stato di salute dell’informazione con Massimo Nava (editorialista Corriere della Sera), Mauro Mazza (giornalista e scrittore), Stefania Maurizi (giornalista d’inchiesta Il Fatto quotidiano) e Lucio Luca (giornalista La Repubblica); modera Alessia De Marchi (vice-caposervizio Gruppo Nem).
Come si parla all’elettorato italiano? con Stefano Polli (vicedirettore Ansa), Sara Monaci (giornalista Il Sole 24 Ore), Mauro Ferrari (consulente politico e creativo) e Brunella Bolloli (caporedattore politica e interni Libero); modera Alessio Lasta (giornalista Lo Stato delle Cose – Rai3).
Cerimonia di consegna del premio Leali delle Notizie in memoria di Daphne Caruana Galizia a Francesco Cancellato (direttore Fanpage.it), alla presenza di Corinne Vella (giornalista e sorella di Daphne Caruana Galizia). Intervista di Barbara Schiavulli (corrispondente e direttrice di Radio Bullets).
Raccontare il mondo nell’epoca delle fake news con Paolo Biondani (giornalista), Pieter Herman Omtzigt (membro dell’assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa), Emanuel Delia (giornalista e direttore esecutivo della ONG maltese Repubblika) e Giuseppe Giulietti (portavoce nazionale Articolo 21), modera Furio Baldassi (giornalista e presidente regionale dell’Ordine dei giornalisti).
1976, il terremoto (inaugurazione il 16 maggio, visitabile fino al 16 giugno).
A cura di Katia Bonaventura e in collaborazione con Craf – Centro di Ricerca e Archiviazione della Fotografia – Spilimbergo
A 50 anni dal terremoto che ha segnato un prima e un dopo nella storia del Friuli, l’associazione Leali delle Notizie, in collaborazione con il CRAF – Centro di Ricerca e Archiviazione della Fotografia di Spilimbergo, propone un momento di ricordo e di riflessione su quello che il sisma del 6 maggio 1976 ha significato per il nostro territorio, ancora oggi preso a modello per la sua ricostruzione e il suo sapersi rialzare dalle macerie. Il CRAF custodisce un vasto archivio di scatti sull’Orcolat, che spaziano dalle immagini che documentano i luoghi e l’entità del disastro, ma anche alcune delle fasi della ricostruzione. Vi proponiamo, quindi, una selezione di foto che permetteranno a chi c’era di rivivere emozioni indelebili e ai più giovani di scoprire una parte del passato nel quale affondano le loro radici.
Mostra fotografica Popoli in movimento di Francesco Malavolta (inaugurazione domenica 24 maggio, visitabile fino al 31 agosto)
Francesco Malavolta è un fotogiornalista iscritto all’OdG della Calabria, impegnato da oltre vent’anni nella documentazione dei flussi migratori che interessano il nostro Continente. Gli ultimi segnati da un intensificarsi senza precedenti delle migrazioni stesse. Un lavoro svolto in un contesto spazio-temporale in costante mutamento che lo ha portato a viaggiare lungo i confini di un’Europa sempre più blindata e difficile da raggiungere via terra o via mare. Collabora da tempo con la Comunità Europea, varie agenzie di stampa internazionale come Associated Press, nonché organizzazioni internazionali quali UNHCR e OIM.
“Questa mostra nasce dall’esigenza del racconto. Pone il suo scopo principale nella narrazione umana delle persone costrette a scappare dalle loro case e ha come obiettivo di anteporre le storie dei singoli in contrapposizione al continuo accostamento dei rifugiati come numeri”.
Mostra Sulla strada. Fotoreporter di Sicilia prodotta da Assostampa Sicilia, ideata da Roberto Leone e Tiziana Tavella e curata da Franco Lannino (inaugurazione martedì 9 giugno, visitabile fino al 31 agosto)
Lannino, palermitano classe 1959, dopo gli studi decide di abbracciare la fotografia, sua grande passione fin da ragazzo, andando a bottega in un’agenzia, la Publifoto di Palermo. Dopo circa dieci anni si mette in proprio fondando, assieme a Michele Naccari e a Salvo Fundarotto, una nuova agenzia, Studio Camera. Comincia così l’avventura in esclusiva per conto del glorioso quotidiano L’Ora di Palermo.
Dopo la chiusura definitiva de L’Ora, nel maggio del 1992, lavora per il Giornale di Sicilia, La Sicilia, la Repubblica e l’Ansa nazionale e collabora con un’importante agenzia di distribuzione milanese, la Giacominofoto, e, a Roma, con l’Olympia. Dal 1981 ha documentato la seconda guerra di mafia e tutte le stragi volute da Cosa Nostra. Ha ripreso capillarmente, fin dagli albori, il fenomeno dell’immigrazione verso l’isola di Lampedusa. Attualmente la sua agenzia possiede l’archivio fotografico di mafia e cronaca nera più fornito del mondo, avendo acquisito, negli anni, i diritti delle immagini di altri colleghi e agenzie attivi in Sicilia.
Accanto alla cronaca, Lannino è specializzato negli scatti teatrali ed è il fotografo di scena del Teatro Massimo di Palermo. Continua la sua attività di denuncia e informazione fotografica anche sulle piattaforme online, cercando nuovi spazi per stare al passo con l’evolversi della tecnologia applicata al fotogiornalismo.
Sulla Strada. Fotoreporter di Sicilia
Prodotta da Assostampa Sicilia, ideata da Roberto Leone (vicesegretario vicario dell’associazione siciliana della stampa) e Tiziana Tavella (presidente del Consiglio regionale di Assostampa Sicilia), la mostra vuole rendere omaggio ai fotoreporter che hanno lasciato un segno, un’impronta. Un’esperienza che non ha precedenti in Italia. Non una semplice mostra, ma la celebrazione di una parte centrale del mondo dell’informazione. Le immagini esposte raccontano, con gli occhi dei 44 fotoreporter viventi che hanno operato dagli Anni ’60 a oggi, una storia che non conosce confini e spiega, senza bisogno di parole, perché uno scatto rende immortale nella memoria di una comunità un fatto, a prescindere da ogni didascalia.
Il fotogiornalismo si è dovuto confrontare sul tema della relazione con il soggetto, che si consuma troppo veloce, quasi furtiva, vissuta spesso in modo invasivo, a volte predatorio, specie nelle situazioni di estremo dolore. Eppure, la relazione resta necessaria, seppure nel tempo modificata dal cambio della sensibilità comune e delle norme generali. La fotografia di cronaca, dal bianco e nero al colore, ha l’obbligo di raccontare la realtà, vivendo dello stesso patto etico con il lettore che sta alla base della cronaca. Un rapporto fondamentale al quale, con questa esposizione, si vuole dare il giusto valore.
Mostra fotografica Eyewitness: Iran di Manoocher Deghati (fotogiornalista), uno spaccato di vita durante la rivoluzione iraniana e la guerra Iran-Iraq (inaugurazione mercoledì 11 giugno, visitabile fino al 31 agosto).
In collaborazione con Dedica Festival
Manoocher Deghati è nato a Urmia, in Iran, e ha iniziato la professione di fotoreporter nel 1978 in concomitanza con la rivoluzione iraniana e la successiva guerra tra il suo Paese e l’Iraq. Esiliato dall’Iran nel 1985, ha collaborato con importanti agenzie giornalistiche internazionali e prestigiose riviste.
Con le sue foto ha testimoniato con durezza e realismo la drammaticità e l’insensatezza del conflitto, ma anche gli aspetti meno evidenti delle persone e delle situazioni sociali. È stato creatore e direttore dell’unità fotografica dell’Agenzia di Stampa Umanitaria delle Nazioni Unite e di AINA – Photojournalism Institute in Afghanistan, nonché direttore fotografico di Agence France-Press e Associated Press. La qualità del suo lavoro è stata riconosciuta con numerosi premi e riconoscimenti, tra i quali il World Press Photo (primo posto nel 1983 e terzo posto nel 1986) e il Fuji Prize.
Eyewitness: Iran
“Da fotoreporter, ho sempre portato la mia macchina fotografica come scudo e come ponte verso momenti d’intensa storia umana. Le mie foto dall’Iran, durante la Rivoluzione iraniana e la guerra Iran-Iraq, sono più che immagini: sono una parte della mia vita, un riflesso della resilienza, del conflitto e dell’indomito spirito umano. Queste foto non sono state solo un lavoro, ma il mio modo di testimoniare e condividere le crude verità di una nazione in subbuglio”.