JAMAL KHASHOGGI

(13 ottobre 1958 – 02 ottobre 2018)
Jamal Khashoggi

Jamal Ahmad Khashoggi, nato a Medina nel 1958, è stato uno scrittore e giornalista saudita, precedentemente caporedattore di Al-Arab News Channel. Era inoltre redattore del quotidiano saudita al-Waṭan (La patria), che ha trasformato in una piattaforma per sauditi progressisti.

Khashoggi, giornalista attivo su varie testate saudite, lasciò l’Arabia Saudita nel settembre 2017 e andò in esilio autoimposto. Khashoggi fu molto critico nei confronti del principe ereditario dell’Arabia Saudita, Mohammad bin Salman, e del re del paese, Salman dell’Arabia Saudita. Si era inoltre opposto all’intervento militare saudita in Yemen che ha causato finora migliaia di vittime civili.

Si laureò in economia aziendale nel 1982 nell’Indiana State University negli Stati Uniti. Si era unito all’organizzazione dei Fratelli Musulamani durante gli anni universitari, ma poi si era distaccato e aveva sviluppato una sua tendenza e opinione politica.

Jamal Khashoggi iniziò la sua carriera come manager regionale per le librerie Tihama Bookstores dal 1983 al 1984. Successivamente lavorò come corrispondente per la Saudi Gazette e come assistente manager per Okaz dal 1985 al 1987. Continuò la sua carriera come reporter per vari quotidiani e settimanali arabi dal 1987 al 1990, tra cui Asharq Al-Awsat, Al Majalla e Al Muslimoon. Khashoggi diventò caporedattore e direttore editoriale di Al-Madīna nel 1991 e il suo incarico in quella posizione durò fino al 1999. Khashoggi era critico nei confronti del salafismo e sosteneva che “non ci può essere alcuna riforma politica e democrazia in nessun paese arabo senza accettare che l’Islam politico ne faccia parte.”. Dal 1991 al 1999, fu corrispondente straniero in paesi come l’Afghanistan, l’Algeria, il Kuwait, il Sudan e il Vicino Oriente. In questo periodo, si sostiene inoltre che abbia prestato servizio nell’Agenzia di intelligence saudita e degli Stati Uniti in Afghanistan. Successivamente fu nominato vicedirettore di “Arab News” e ricoprì l’incarico dal 1999 al 2003.

Il 2 ottobre 2018, Khashoggi entrò nel consolato dell’Arabia Saudita a Istanbul per ottenere documenti relativi al suo matrimonio; non lasciò mai l’edificio e fu successivamente dichiarato persona scomparsa. Anonime fonti della polizia turca affermarono che fosse stato ucciso e squartato all’interno del consolato. Il governo saudita invece dichiarò che Khashoggi lasciò il consolato vivo attraverso un ingresso posteriore, ma la polizia turca sostenne che nessuna telecamera lo ha registrato mentre usciva dal consolato. Il 15 ottobre avvenne un’ispezione del consolato eseguita da funzionari turchi che trovarono tracce di “manomissioni” e prove che avvalorarono la tesi che Khashoggi fosse stato ucciso lì. Il 19 ottobre la TV di stato saudita confermò la morte di Khashoggi, avvenuta a seguito di un “diverbio” nel consolato di Istanbul.

 

 

L’Associazione Leali delle Notizie ha voluto dedicare un ulteriore ricordo a Jamal Khashoggi, installando un pannello in Piazzetta Francesco Giuseppe I, di fronte la sede dell’Associazione.

Nel pannello è ritratta la vignetta di Mauro Biani, che ci ha gentilmente concesso l’uso dell’immagine

Vignetta Jamal Khashoggi_Mauro Biani

La vignetta è andata in onda il 01 marzo 2021 su LA7, in uno speciale di Atlantide, programma condotto dal giornalista Andrea Purgatori. La puntata, dal titolo Jamal Khashoggi, un delitto di Stato, ha approfondito il mistero della morte del giornalista saudita.

 

Mauro Biani – Autore della vignetta dedicata a Jamal Khashoggi
Mauro Biani

Mauro Biani è vignettista, illustratore, scultore.

È inoltre educatore professionale con ragazzi diversamente abili mentali, presso un centro specializzato.

È disegnatore satirico per Manifesto ed Espresso. Nel 2007 ha ricevuto il Premio Satira Forte dei Marmi. Ha inoltre vinto il concorso Una vignetta per l’Europa nel 2011, organizzato dalla Rappresentanza in Italia della Commissione Europea, e nel 2012 a Sansepolcro (Arezzo) ha ricevuto il Premio Nazionale Nonviolenza.

I suoi libri sono Come una specie di sorriso (Stampa Alternativa, 2009), Chi semina racconta. Sussidiario di resistenza sociale (Edizioni Altrinformazione, 2012), Tracce migranti (Edizioni Altrinformazione, 2015) e La banalità del ma (People, 2019).

 

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